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Le analisi numeriche svolte per la basilica di San Bernardino a L’Aquila hanno riguardato, oltre che l'edificio nel suo complesso anche uno studio di dettaglio della cupola sviluppato con analisi nonlineari con la procedura SLA (Sequential Linear Analysis).
La procedura, di recente sviluppata presso l'università di Delft, consiste essenzialmente nel modificare iterativamente le caratteristiche meccaniche delle parti del modello che non rispettano i criteri di resistenza del materiale.
In tal modo si riesce a trattare problemi in cui i legami costitutivi hanno un andamento softening o fragile (come la muratura, specialmente in trazione) evitando difficoltà di convergenza e senza dover ricorrere ad analisi in controllo di spostamento. La metodologia consente comunque di seguire la deformazione post-picco della struttura.
La procedura è stata applicata sviluppando un codice di calcolo ad hoc, che impiega come solutore un programma di analisi lineare agli elementi finiti.
I risultati ottenuti hanno evidenziato un buon accordo tra il quadro fessurativo provocato dall'evento sismico di Aprile 2009 e quello ottenuto dalle analisi ed hanno poi consentito di orientare opportunamente le scelte progettuali per la riparazione.
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